Da dove veniamo




La prima edizione del Grande Cortile ha visto la luce nel 2006, in risposta a chi ci ci diagnosticava una grave sindrome NIMBY.
Un filo lega da allora le iniziative che ci vedono protagonisti. La resistenza al tav non è soltanto un no, sia pure fermo e determinato e si illude chi pensa di aver logorato col tempo e con gli inganni la nostra resistenza.
La nostra non è una lotta di trincea: la nostra ribellione è fatta soprattutto di proposte concrete e di pratiche che prefigurano un altro mondo possibile, alternativo al tav e soprattutto ad un modello di società che nega i diritti e cancella ogni spazio di democrazia.
Nel Grande Cortile parliamo di lavoro, di economie locali, di utilizzo di spazi e di territorio, di risorse da utilizzare rifiutando la logica dell’usa e getta, di qualità della vita, di informazione, di sport, di erbe e medicine popolari, di rifugi alpini, di cittadinanza attiva, di mutazioni climatiche, di fonti di energia rinnovabili, di controllo politico del denaro pubblico, di memoria storica e antiche tradizioni…
Tanti altri grandi cortili sono nati in giro per l’Italia, le nostre ragioni sono diventate le ragioni di molte altre resistenze e tutti insieme rivendichiamo il diritto di decidere del nostro futuro.
La nostra casa è un Grande Cortile, i cui confini non sono certo le montagne che circondano la nostra valle e facciamo di tutto per renderla più accogliente.